III Domenica di Quaresima della Santa Croce

Questa Domenica la terza della Quaresima , dedicata alla Santa Croce , Mons. Archimandrita Avondios insieme ai sacerdoti e fedeli hanno celebrato la Divina Liturgia presso la nostra comunità ortodossa al Lazzaretto. Alla fine della Divina Litrugia ,Rev. Padre Vitaly ha tenuto una omelia ricordando l’importanza del Digiuno e facendo riferimento al Santo Vangelo d’oggi.

La commemorazione  della terza Domenica di Quaresima è  strettamente parallela alle feste della Venerazione della Croce (14 settembre) e la Processione della Croce (1 agosto).Non solo la Domenica della Santa Croce ci prepara  per la commemorazione della crocifissione, ma ci ricorda anche che tutta la Quaresima è un periodo di contemplazione  della passione di Cristo e della Sua morte e resurezione. 

Come abbiamo “crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Galati 5:24),  siamo mortificati in questi quaranta giorni del digiuno, la croce preziosa e vivificante si trova ora davanti a noi per rinfrescare le nostre anime e ci incoraggia in questa vita piena di fatica e delusione . La Croce ci ricorda la Passione di nostro Signore, e ci mete davanti  a noi il Suo esempio, ci incoraggia a seguirlo nella lotta e  nel sacrificio, in essa troviamo tutti  conforto e speranza. . In altre parole, dobbiamo sperimentare ciò che il Signore ha vissuto durante la sua Passione – di essere umili e silenziosi nel ascolto solo del rumore fato dai chiodi su Golgota . La Croce ci insegna che attraverso il dolore e la sofferenza vedremo il compimento delle nostre speranze: l’eredità celeste e la gloria eterna.

Conversioni Ortodosse in Pakistan

Fonte: http://www.rocor.org.au

Nel l’ultimo tempo sentiamo notizie che arrivano da tutto il mondo sulle conversioni all’ortodossia . Leggendo questi giorni una notizia sull’apertura di una nuova chiesa ortodossa  russa in Pakistan, ho sentito una grande gioia e un sincero grazie a questo giovane sacerdote ortodosso della ROCOR del Patriarcato di Mosca. L’esempio di questo bravissimo sacerdote che per la fede non teme ne le persecuzioni ne la morte , ma testimonia la Santa Fede Ortodossa in un paese dove il cristianesimo e proibito. Grazie a Dio che ancora esistono esempi vivi di fede e testimonianza sincera di fede ortodossa. Grazie a voi nuovi fratelli cristiani che avete accettato nel vostro cuore Cristo come Dio e Salvatore unico. Grazie alla Chiesa Ortodossa Russa che si impegna nel diffondere con amore e carità la fede dei nostri padri , l’Ortodossia.

Mons. Rev. Avondios

With the blessing of His Eminence Metropolitan Hilarion and with the assistance of my former colleague the Very Reverend Father Mushtaq Andrews of the Church of Pakistan (Anglican), who sponsored me for the visa, I travelled to Pakistan to preach Orthodoxy to a group of individuals who were seeking Orthodoxy.

I arrived in the city of Sargodha and after a period of hotel arrest was released on the personal guarantee of a Catholic Member of Parliament in Pakistan, the Honorable Tahir Naveed Chaoudhary, who intervened on my behalf.   I arrived at the venue 6 hours late and started my homily which lasted 2.5 hours and was video recorded.

In my homily I spoke about pre-Christian times, God’s plan for salvation, Mary the Mother of God, her Virginity and Chastity, Christ and His mission, His death on the cross, the formation of the church, the apostles and their mission; Sts Ignatius and Cyprian on the role of the Bishop and the Church and the three fold ministry  of the Bishop, Priest and Deacon; the Seven Councils of the Church.  Then I came to Orthodoxy and explained what is Orthodoxy; the Fathers of the Church; the Bishops in Orthodoxy, Orthodox Mindset and humility; Icons, Fasting and praying, Worship; Differences between the West and East, the great Schism of 1054, Roman Catholicism and Orthodoxy, Anglicans and Orthodoxy, other Protestants and Orthodoxy, Biblical interpretations by the Protestants, the meaning of Great Lent in Orthodoxy and the same in the west how Christ is the victim in the west and the Victor in the East.

After my homily I baptized and christmated 174 in two services.  The service at night went on till midnight and the morning service till about 1 pm.  I also took in two former Roman Catholic Priests who have expressed their desire to serve the  Russian Church.

On my return to Australia, Vladyka formerly blessed the formation of the St Michael the Archangel Orthodox Mission in Pakistan under the canonical protection of the Australian and New Zealand Diocese of the Russian Orthodox Church outside Russia. I have been appointed as Spiritual Director of the Mission, based in Sydney. Cyril Amer Shahzad is appointed the Administrator in Pakistan.

Centro di assistenza sociale e di aiuto ( C.A.S.A)

   La nostra comunità ortodossa sta per concludere la finalità del progetto ONLUS C.A.S.A. (Centro di Assistenza, Sociale e di Aiuto) . Centro di spiritualità ortodossa ed ecumenica  e di assistenza umanitaria delle persone bisognose . Il centro sarà strutturato per varie attività di lavoro: prima  accoglienza degli immigrati , corsi di lingua italiana, assistenza giuridica e legale, assistenza temporanea ( vitto e alloggio) , assistenza spirituale agli immigranti provenienti dai paesi ortodossi, sostenimento per il periodo di regolarizzazione legale sul territorio italiano, assistenza alle ragazzi madri provenienti dalla strada .

Oggi presso la nostra Chiesa ortodossa di via San gregorio si è celebrato come in tutte le chiese ortodosse  del mondo la giornata del l’Ortodossia .Mons. Evloghios assieme ai sacerdoti della nostra Comunità ortodossa riuniti con un grande numero di fedeli ci siamo riuniti intorno al Santo altare del nostro Signore.

E’ la prima domenica della Grande Quaresima e si chiama così perchè vi si solenizza la festa della restituzione delle sacre immagini. In questo giorno si fa memoria del ripristino della dignità delle Icone e dell’onore che ad esse deve essere dato. Cioè vanno Venerate poichè solo Dio si Adora, ovvero si Adora il Cristo-Dio fattosi uomo rappresentato nelle icone. Quindi non le icone come oggetto creato. La vittoria dell’ortodossia sull’eresia iconoclasta (che negava anche la possibilità dell’esistenza delle immagini) avvenne in quello che la Storia chiama il VII Concilio Ecumenico, anche detto II Concilio di Nicea. In questo Concilio i Santi Padri non solo hanno condannato l’iconoclastia, ma hanno anche, ovviamente, confermato tutte le condanne delle varie dottrine eretiche affrontate nei precedenti Concilii Ecumenici e segnando la fine delle controversie teologiche e cristologiche.
L’11 marzo 843 ci fu la solenne liturgia di restaurazione in Santa Sofia in Costantinopoli e da allora si celebra la festa della Domenica dell’Ortodossia, prima domenica di Quaresima.

LA GRANDE QUARESIMA

Definizione, contenuto e senso

I l desiderio principale, fondamentale e permanente di ogni cristiano è il desiderio di Dio, e comporta quanto i Padri denominano con il termine metanoia, ossia un’unione e un ritorno del nostro intelletto e del nostro cuore – con i quali cerchiamo di andare verso Dio -, verso le cose di lassù, verso la Luce Divina che illumina ogni uomo che viene nel mondo (Gv 1,9), rigettando le opere delle tenebre, il Diavolo e il peccato.

Le prime parole di Cristo, all’inizio della sua vita pubblica, sono un’esortazione alla conversione: Pentitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino (Mt 4,17). Questo pentimento e conversione devono accompagnare la vita cristiana dal momento in cui essa nasce per opera dello Spirito Santo nel battesimo, fino all’ultimo respiro, poiché, senza pentimento, noi ritorniamo verso le tenebre, il nulla e la morte. Il significato è suggerito dal senso stesso del termine metanoia, parola greca formata da due radici : meta, che significa “al di là, cambiamento, trasformazione” e noûs, “spirito, intelletto”. Il termine italiano “pentimento” è a volte utilizzato per tradurre metanoia, ma l’espressione “conversione dello spirito” indica più profondamente il senso spirituale che è supposto dai Padri quando parlano di metanoia.

Per non essere equivocati, è di capitale importanza distinguere il pentimento dalla colpevolezza. Se il vero pentimento è il rivolgimento dello spirito verso Dio, dal momento che Dio è il misericordioso che perdona le cadute umane, la colpevolezza è una chiusura dello spirito su se stesso, sulle sue machevolezze e sui suoi peccati. La colpevolezza dubita della misericordia e del perdono divino; essa porta allo scoraggiamento e alla disperazione. La colpevolezza è una falsa umiltà, essendo un orgoglio mascherato dal Nemico: la vera umiltà significa riconoscere le proprie mancanze e accettare il perdono divino. Il cristiano nel suo cammino esistenziale, conserva il ricordo delle sue mancanze, ossia della sua responsabilità, non della sua colpevolezza. La prima è salutare, la seconda è diabolica.

È, dunque, in un costante spirito di conversione che il cristiano cammina verso Dio. La grazia della conversione è quella del battesimo che ci trasforma in “uomini nuovi”, essendo stati purificati nel Cristo attraverso lo Spirito Santo. Tuttavia in questa via siamo sempre dei pellegrini, siamo sempre in cammino. Fino al termine del nostro viaggio, gli ostacoli, le distrazioni e i turbamenti al di fuori del Cammino che è Cristo (Gv 14,6), ci assalgono da ogni lato. Prendiamo facilmente strade sbagliate che ci allontanano da Dio; ci perdiamo su vie tortuose che ci portano alla morte, in dispetto delle loro apparenze a volte attraenti; morte non solo del corpo ma pure dell’anima. Infatti l’anima senza Dio è già “morta” poichè è privata della sua Sorgente e Nutrimento.

La Santa Chiesa ci propone in ogni istante, lungo tutto l’anno, dei mezzi per ricordarci il cammino da seguire. Essi consistono nella partecipazione alla vita sacramentale, in particolar modo all’Eucaristia e nella celebrazione della Divina Liturgia in occasione delle domeniche e delle grandi feste. Esiste, tuttavia, un periodo dell’anno liturgico nel quale la Chiesa ci invita in modo speciale a lottare contro le tenebre e il peccato e a purificare l’uomo interiore con una lunga preparazione che ci permette di entrare pienamente nei misteri della Grande Settimana nella quale si vive la Passione di Nostro Signore, si muore con Lui per potere, al mattino di Pasqua, risuscitare con Lui e far parte del Regno preparato per noi prima della creazione del mondo.

Questo periodo è la Grande Quaresima che precede la Pasqua. La Quaresima è caratterizzata da due attitudini fondamentali che trovano una significativa sintesi nell’espressione “radiosa tristezza”. Siamo tristi perché siamo coscienti delle nostre mancanze, della nostra distanza dal percorso che ci conduce a Dio; siamo tristi perché siamo coscienti d’essere lontani dalla perfezione di Cristo, dalla santità alla quale siamo chiamati (Mt 5,48). Ma, allo stesso tempo, la nostra tristezza è illuminata dalla coscienza dell’amore di Dio, “unico amico degli uomini”, dalla misericordia divina nella quale possiamo porre tutta la nostra confidenza. Come il Figlio prodigo, sappiamo che il nostro Dio ci attende per recarci una veste nuova e un anello al dito, appena cercheremo di fare il minimo sforzo per tornare verso Lui e entrare nel pentimento e nella metanoia (cfr. Lc 15,20-24). La nostra tristezza è radiosa perché è illuminata dalla luce della Resurrezione di Cristo che è segno della nostra futura entrata con Lui nel Regno del Padre.

Questi due moti dell’animo, apparentemente contradditori, devono animare il cristiano lungo tutto l’anno, specialmente in vista della sua partecipazione all’opera della Grande Quaresima, opera contemporaneamente personale e collettiva. Poiché se la metanoia è un gesto profondamente personale, trova la sua espressione nei riti e nei consigli della Chiesa, nella comunità cristiana della quale noi facciamo parte. Nonostante dobbiamo lavorare da soli, portiamo ugualmente la nostra “dolorosa gioia” – altra espressione cara all’Ortodossia – con i nostri fratelli e sorelle che camminano assieme a noi. Possiamo così trarre ispirazione, coraggio e forza da questa condivisione, in particolare dalla condivisione delle ricchezze dei mezzi che la Chiesa ci mette a disposizione durante la Quaresima.

Questi mezzi possono riassumersi in due principali pratiche: la preghiera e il digiuno (Questo genere di demoni non possono essere vinti se non con la preghiera e il digiuno - Mt 17,21). La preghiera è sia personale, sia comune. La Chiesa ci propone dei periodi di preghiera, delle ufficiature speciali, che ci parlano con una grande eloquenza di parole e gesti simbolici e che ci invitano a entrare nell’esperienza di questa conversione dell’anima, essenziale alla vita cristiana (Confronta a tal proposito la Preghiera di Sant’Efrem). Il digiuno che essa ci invita a copiere è allo stesso tempo dagli alimenti e dello spirito, poiché il “digiuno” al quale siamo chiamati è un digiuno dell’anima, una purificazione attraverso l’ascesi dalle passioni, abitudini che ci impediscono d’avanzare verso Dio. È un digiuno contemporaneamente personale e comunitario: la Chiesa tutta intera vive il tempo di Quaresima come un periodo di digiuno. La Grande Quaresima è la Chiesa fintanto che si prepara nell’attesa che l’opera di salvezza si compia.

Per la sua fertile prospettiva, questo periodo è detto la “primavera dell’anima”. Non è per caso che cada proprio nella stagione primaverile, momento in cui la natura si rinnova ed esplode la nuova vita, dopo l’oscurità invernale.

Estensione della Grande Quaresima

La Grande Quaresima dura quaranta giorni. Tuttavia, non è possibile passare da un regime spirituale e alimentare normale ad un regime austero qual’è quello che contraddistingue il periodo quaresimale. Per questo la Chiesa in Occidente e in Oriente ha collocato un periodo intermedio tra il tempo liturgico ordinario e quello quaresimale. È un tempo nel quale si comincia ad abituare dolcemente il corpo e lo spirito ad un regime più esigente. Tale tempo intermedio in Occidente era denominato “Tempo di Settuagesima” e si estendeva nelle tre settimane precedenti la Quaresima. La sua apparizione avvenne a partire dal IV-V secolo in concomitanza con il fiorire del monachesimo. Con il tempo, allentandosi la tensione penitenziale, tale periodo si è sempre più svuotato di significato fino a quando, con la riforma liturgica della Chiesa cattolica-romana (1967), è stato abolito.

L’Ortodossia conserva l’antico ordinamento che contraddistingueva la Cristianità indivisa e fa dunque precedere la Grande Quaresima con alcune domeniche introduttive. Nello schema che segue è visibile in parallelo l’antico ordinamento liturgico latino e quello antico e attuale dell’Ortodossia.


ORTODOSSIA  IN  OCCIDENTE

ORTODOSSIA  IN  OCCIDENTE

ROCOR

ROCOR - ORTODOSSIA  IN  OCCIDENTE

Metropolia de Chisinau

Metropolia de Chisinau - ORTODOSSIA  IN  OCCIDENTE

Patriarcato di Mosca

Patriarcato di Mosca - ORTODOSSIA  IN  OCCIDENTE

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